«Giudice Nin gentil, quanto mi piacque / quando ti vidi non esser tra' rei!» Con questi versi, nell'ottavo canto del Purgatorio, Dante Alighieri saluta l'amico Nino Visconti, ultimo giudice di Gallura. Quello che pochi sanno è che questo protagonista della Divina Commedia visse i suoi ultimi giorni proprio a Galtellì — e che qui, con ogni probabilità, morì e fu sepolto. È una delle storie più straordinarie del nostro borgo.
L'incontro nel Purgatorio
Nell'antipurgatorio, tra i principi negligenti, Dante riconosce nel crepuscolo un'anima che lo fissa: è Ugolino "Nino" Visconti, giudice di Gallura, suo grande amico. Il poeta si rallegra di non trovarlo tra i dannati; Nino gli affida un messaggio per la figlia Giovanna e amareggiato ricorda la moglie che, risposandosi, lo ha dimenticato: «Non le farà sì bella sepultura / la vipera che Melanesi accampa, / com'avria fatto il gallo di Gallura». Il gallo di Gallura: lo stemma del giudicato di cui Galtellì era una delle sedi più importanti.
Il testamento nella torre di Galtellì
Nino Visconti, uno dei personaggi più studiati della Commedia, trascorse a Galtellì l'ultimo periodo della sua vita. Il 26 luglio 1296 fece testamento nella "camera superiore della torre del palazzo giudicale", alla presenza del suo Majore de Camera — una sorta di ministro dell'interno e delle finanze — Mariano, figlio di Barisone di Galtellì.
Morì qui quella stessa estate. Ed è suggestivo pensare che avesse disposto di essere sepolto a Galtellì, facendo inviare il suo cuore a Lucca — dove rimase fino al 1746 — quasi a suggello della sua doppia identità, sarda e toscana.
Il castello dei letterati e dei fantasmi
A vegliare su tutto questo c'era — e c'è ancora — il castello di Pontes, o Malicas, posto a difesa della valle del Cedrino da quasi mille anni. Un luogo che intreccia due giganti della letteratura: Dante, attraverso Nino Visconti, e Grazia Deledda, che tra queste rovine ambientò il suo capolavoro.
E poi c'è la leggenda: si diceva, in un passato nemmeno troppo remoto, che il castello fosse infestato dai fantasmi di giudici e baroni. Chissà che salendo all'imbrunire non si incontri proprio l'ombra del giudice Nino, che qui visse, morì e — forse — riposa ancora.
Sulle tracce del giudice
- Il castello di Pontes/Malicas — passeggiata panoramica di mezz'ora, ingresso libero, tramonto consigliato.
- Il centro storico — le vie e le case padronali dell'antica capitale della Baronia giudicale.
- La ex cattedrale di San Pietro — con i suoi affreschi medievali, testimone del prestigio della Galtellì di Nino.
Il modo migliore per seguire queste tracce? Dormire dove la storia è di casa: l'Antico Borgo è nel cuore del centro storico, a pochi passi dai luoghi del giudice. Scrivici o scopri le camere.
Domande frequenti
Chi era Nino Visconti?
L'ultimo giudice di Gallura, amico di Dante, che lo incontra nel Purgatorio chiamandolo "giudice Nin gentil". Visse i suoi ultimi giorni a Galtellì.
Che legame c'è tra Dante e Galtellì?
Nino Visconti fece testamento nella torre del palazzo giudicale di Galtellì il 26 luglio 1296 e morì qui quella stessa estate: il borgo custodisce un frammento vivo della Divina Commedia.
Si possono visitare i luoghi di Nino Visconti?
Sì: castello di Pontes/Malicas, centro storico e ex cattedrale di San Pietro sono liberamente visitabili, tutti a pochi passi o mezz'ora di cammino dall'Antico Borgo.